Come stimolare un apprendimento efficace


Resoconto di un incontro all’Università di Reading nell’ambito

del progetto europeo Changing with the climate

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Matteo ed io, a ottobre 2012, siamo stati ospiti dell’Università di Reading, Dipartimento dell’Educazione, nell’ambito del progetto europeo  Changing with the Climate.
Quello che leggerete è la traduzione delle lezioni e workshops tenuti dal Professor John Oversby ai quali abbiamo assistito. In fondo troverete inoltre materiali didattici creati e sperimentati dal centro di ricerca didattica RISC di Reading. 
Silvia Faggioli

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LA LEZIONE DEL PROF. JOHN OVERSBY

Institute of Education, University of Reading

Traduzione a cura di Matteo Pompili e Silvia Faggioli

Introduzione

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Un metodo tradizionale per scoprire quello che gli studenti conoscono è fare delle domande alla classe, aspettare che si alzi qualche mano, scegliere alcuni studenti e sentire che cosa pensano, poi iniziare a svolgere la lezione.
Durante questo incontro vi presenterò alcuni approcci didattici che permettono di introdurre il tema dei cambiamenti climatici in maniera più coinvolgente e divertente. Molto di quello che leggerete si deve al progetto PEEL  (Project for Enhancing Effective Learning).

1-Vero e Falso con discussione

Dopo una breve discussione iniziale chiedere agli studenti, divisi in piccoli gruppi, di valutare la veridicità o meno delle seguenti affermazioni (clicca sulla tabella per ingrandire) .  

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2-Domanda Aperta

Questo è un metodo innovativo per valutare l’apprendimento degli studenti, suscitare la loro curiosità e le discussioni:
L’insegnante propone una parte di risposta ai suoi studenti quindi chiede alla classe di dividersi in gruppi e di pensare a tutte le domande che potrebbero avere generato quella risposta. Una volta terminato l’esercizio l’insegnante riscrive le domande pensate dai gruppi ordinandole in base al livello di conoscenza dei contenuti che le domande formulate possiedono.
Questo metodo possiede molti aspetti positivi :

  1. Sviluppa il pensiero divergente
  2. Elimina la paura di sbagliare
  3. Stimola la discussione

Esempi di alcune domande (clicca sulla tabella per ingrandire). 

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Da alcune indagini sul metodo abbiamo riscontrato che gli studenti trovano questa modalità di lavoro più interessante rispetto a un approccio tradizionale.

3-Lettura dei grafici e loro utilizzo come strumenti predittivi

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L’utilizzo di questo grafico è  stato sperimentato in una classe inglese. Inizialmente la sezione del grafico che va dall’anno 1850 all’anno 2000 e’ stata nascosta. E’ stato spiegato ai ragazzi che la linea nera rappresenta la normale, ossia la temperatura media calcolata con i dati delle temperature che possediamo che vanno dal 1961 fino al 1990, si tratta di un range arbitrario di tempo concordato a livello mondiale dalla comunità scientifica. Una volta somministrato il grafico,  è stato chiesto agli studenti di osservarlo e di formulare tutte le domande che esso suscitavaE’ interessante notare come nella classe in cui e’ avvenuta la sperimentazione nessun gruppo abbia formulato domande riguardanti i metodi tramite i quali e’ stata calcolata e registrata la temperatura nelle epoche in cui il termometro ancora non esisteva.
In generale sono state poche le domande che i ragazzi hanno formulato.

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Il grafico e’ stato utilizzato per approfondire i seguenti aspetti :

1. Discutere tutti i modi differenti per riuscire a ricavare le temperature delle epoche passate: L’utilizzo dei dati indiretti esempio gli anelli degli alberi ,inclusi quelli del legno usato per la costruzione di edifici . Gli indicatori storici come il congelamento dei fiumi, i periodi di semina e mietitura o la descrizione  degli abiti che venivano indossati e che si possono trovare nei documenti storici; l’analisi dei differenti tipi di ossigeno imprigionato nei ghiacciai. Tutte queste considerazioni mettono in evidenza come si tratti di una scienza integrata che intreccia più discipline diverse.

2. Evidenziare come la temperatura media globale sia un valore calcolato e non misurato. Per ottenerlo gli scienziati si accordano a livello mondiale creando degli standard in modo da potere analizzare in modo coerente i cambiamenti globali.

3. Osservare che le temperature medie sono tendenzialmente tutte al di sotto della temperatura normale.

4. Dopo aver mostrato la parte di grafico che va dal 1850 al 2000 discutere il forte aumento delle temperature

6. Discutere i motivi per cui dopo il 1850 i dati sono molto diversi.

7. Discutere dell’incertezza delle predizioni e dei rischi che i differenti scenari prevedono, arrivare a focalizzare l’attenzione sul fatto che comunque tutte le previsioni concordano sul futuro incremento delle temperature

8. Discutere il ruolo dell’anidride carbonica sull’aumento della temperatura media globale (Durante l’incontro in classe molti studenti conoscevano bene questo aspetto).

La lezione è terminata con una rapida discussione sulle azioni individuali e collettive che si possono compiere per contrastare i cambiamenti  climatici. Sono sorte discussioni riguardanti l’efficacia delle azioni dei singoli individui rispetto alle azioni che andrebbero intraprese su larga scala, questo ha generato frustrazione e senso di impotenza nei ragazzi.

4 – Chiusura della lezione

Le lezioni spesso finiscono con gli studenti che fanno alcune domande in merito a quello che hanno imparato. Ecco una possibile alternativa da proporre ai ragazzi.
read7Proposta da fare ai ragazzi :
“Ragazzi vi fornisco l’elenco di quattro argomenti che abbiamo studiato in questa lezione. 
Pensate a una o più domande che secondo voi devono ancora ricevere una risposta in relazione a questi argomenti.
Scrivetele su un foglio senza mettere il vostro nome.
Alla fine raccoglierò tutte le vostre domande e le utilizzerò per iniziare la lezione successiva. 
In questo modo, siete voi che avete la responsabilità di decidere ciò che impareremo nella prossima lezione, io cercherò solo di trovare il metodo più efficace per imparare tutti assieme!”

Ecco gli argomenti:

  1. L’anidride carbonica è prodotta bruciando combustibili fossili.
  2. L’energia termica si disperde dalle case più attraverso le finestre che i muri.
  3. Il surriscaldamento globale aumenta il rischi dei fenomeni meteorologici estremi.
  4. In base a come viaggiamo possiamo influenzare la produzione di anidride carbonica.

References

Burroughs WJ Second edition (2007) Climate change: a multidisciplinary approach
Cambridge University Press, New York
 
Dessler A & Parson EA Second edition (2010) The science and politics of global
climate change: A guide to the debate Cambridge University Press, Cambridge
 
Hall BM Threshold Concepts and Troublesome Knowledge: Towards a ‘Pedagogy of
Climate Change’? in: Haslett, France & Gedye (Eds) 2011, Pedagogy of Climate
 
Change accessed at http://gees.ac.uk/pubs/other/pocc/Climate%20Change.pdf 13 june 2012

 

ATTIVITA’ DIDATTICA SUL RICICLO

Video Links
The Story of Stuff
http://www.youtube.com/watch?v=Se12y9hSOM0
Recycling Plastic
http://www.youtube.com/watch?v=xEgpS9HJhos

read8Questa attività è stata sviluppata dal centro  “RISC”, un centro di educazione allo sviluppo sostenibile a Reading. Si chiede agli studenti di prendere in considerazione il “ciclo di vita” di una bottiglia di acqua di sorgente, dalla fabbricazione fino allo smaltimento o al  riciclaggio.
L’obiettivo generale della lezione è quello di fare costruire ai ragazzi una “ mappa delle risorse”  necessarie a produrre una semplice bottiglia d’ acqua di sorgente .
La mappa delle risorse   per la bottiglia d’acqua viene successivamente confrontata con la mappa delle risorse  per l’acqua di rubinetto .
L’attività si e’ dimostrata efficace nello suscitare consapevolezza nei ragazzi riguardo al dispendio di energia necessario a costruire semplici oggetti e alla necessità del riciclo.

Introduzione

La lezione è stata introdotta suscitando una discussione nei ragazzi su quanto sembri difficile incidere sui problemi del pianeta con le nostre singole azioni individuali. 
Se possibile chiedete ai ragazzi quanti di loro hanno bottigliette di acqua e quanti tra loro bevano acqua imbottigliata.
Quindi e’ stato fatto vedere un video provocatorio di otto minuti  trovato su storyofstuff.org. Il video spiega quali siano le energie in gioco per produrre una bottiglia di acqua di sorgente quindi tratta i problemi ambientali.
E’ importante fermare il video dopo circa 4 minuti prima che tratti i problemi ambientali per riprendere e riassumere con i ragazzi  tutte le risorse che sono necessarie per produrre e distribuire una bottiglia di acqua di sorgente

Attività

Gli studenti vengono divisi in gruppi di 4-6 membri

Il set di carte RISC viene distribuito ad ogni gruppo assieme a pennarelli e fogli.
Ogni gruppo deve avere al proprio interno uno studente “ esperto” che assicuri le necessarie conoscenze per svolgere l’attività ( ad esempio deve sapere che si utilizza petrolio petrolio per fare la plastica) .
Ad ogni gruppo vengono quindi concessi dieci minuti per produrre il ciclo di vita di una bottiglia di acqua con le carte assegnate.
Ogni carta rappresenta una sorgente potenziale di energia per il processo produttivo.
Il docente lavora come guida, aiutando i gruppi in difficoltà

Esempio di mappa semplificata

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Alla fine dei dieci minuti ogni gruppo presenta il proprio lavoro e se ne discute.
Si ripete quindi l’attività con l’acqua di rubinetto.

Conclusione dell’attività

L’attività si può concludere mostrando un video sul riciclo della plastica . In questo modo si crea equilibrio con il video di apertura .