Digital Learning: ciò che i ragazzi Vogliono Realmente


Digital Learning: ciò che i ragazzi Vogliono Realmente  

  • Di Chris Riedel, tradotto da Romina Papa
  • 02/01/12  

Secondo Julie Evans responsabile del progetto Tomorrow, “Gli studenti di oggi hanno una propria ‘visione dello studente’ di come desiderano utilizzare la tecnologia per l’apprendimento. Questa visione”, ha detto, “è in realtà una dichiarazione di come, più in generale, gli studenti vogliono imparare “.

Parlando alla  Conferenza nazionale FETC in Orlando, Florida, la scorsa settimana, Evans presentava i dati relativi alle edizioni 2010 e 2011 del Speak Up Survey , con un focus specifico sull’utilizzo dei media digitali per l’apprendimento. I sondaggi di  Speak Up includono ogni anno opinioni di centinaia di migliaia di insegnanti, studenti, genitori e dirigenti. Quello che i dati hanno rivelato, ha detto, è un crescente “frustrazione tra gli studenti, non solo per la mancanza di tecnologia nelle loro scuole, ma anche per la mancanza di un uso sofisticato di tale tecnologia.”

 

Secondo Evans, i dati provenienti da tali indagini indicano che gli studenti:

  • Hanno un interesse crescente nell’apprendimento basato su scambi sociali (social-based learning);
  • Vogliono entrare in contatto e sviluppare una rete personale di risorse specialistiche;
  • Sono alla ricerca di strumenti che aumentino l’apprendimento libero e
  • Vogliono un ambiente di apprendimento digitale ricco, libero da regole tradizionali.

Nel loro insieme, ha detto Evans, queste informazioni ci danno una visione di “studenti competenti, impegnati, e pieni di potenziale.” Questo è vero, ha aggiunto, per gli studenti di tutti i livelli scolastici, dalle elementari fino al liceo.

Le opportunità
Ai sondaggi Speak Up, la squadra di Evans ha chiesto domande specifiche su ciò che gli  intervistati vogliono e necessitano quando si tratta di utilizzare strumenti digitali per l’apprendimento. “Per esempio”, ha detto, “abbiamo chiesto agli studenti di dirci a cosa sarebbe simile il loro ultimo e-book (libro di testo digitale)”, comprese tutte le caratteristiche e le funzionalità che sperano di vedere. Secondo i risultati, gli studenti sono alla ricerca di materiali che sono interattivi, pertinenti, collaborativi, e personalizzati.

“Gli studenti non vogliono versioni CD o e-reader di questi materiali,” ha detto. Vogliono strumenti basati sul Web che migliorino la comunicazione e la collaborazione. Gli elementi specifici dell’ e-book all’avanguardia sono:

  • Tutoring disponibile on-line per i concetti specifici;
  • Chat room per l’interazione sociale, peer-to-peer;  
  • Strumenti di valutazione digitale online;
  • La possibilità di trasferire le risorse ai dispositivi mobili, inclusi i cellulari e
  • Laboratori virtuali e lezioni che includono video, l’accesso ai dati in tempo reale, giochi, animazioni e rendering 3D.

Una delle cose più interessanti, ha detto Evans, è che “gli studenti vogliono fare ricerca vera e propria, utilizzando veri e propri, pertinenti, strumenti on-line.” Vogliono vedere come ciò che stanno imparando valga per il mondo che li circonda.

Altre cose che gli studenti a tutti i livelli scolastici stanno cercando comprendono l’accesso al tutoring online, la possibilità di avere lezioni on-line, l’accesso a  dati e database del mondo reale, una maggiore comunicazione con gli insegnanti tramite l’utilizzo di SMS / messaggi di testo, l’istruzione basata su realtà virtuale e gioco, e un maggiore accesso agli strumenti di collaborazione digitale.

Gli ostacoli
Evans ha proseguito la sua indagine con dati di riferimento che hanno mostrato, dal punto di vista degli studenti, numerosi ostacoli all’uso della tecnologia nelle scuole. “Secondo gli studenti,” ha detto, “il problema numero uno sono i filtri della scuola e i firewall”. Non si tratta solo di bloccare Facebook, ha aggiunto. “Gli studenti continuano ad essere frustrati dalla loro incapacità di accedere alle risorse che ritengono importanti e rilevanti per la loro esperienza di apprendimento.”

Ostacoli aggiuntivi includono restrizioni sull’uso dei cellulari, l’impossibilità di accedere alle risorse di social media, le norme che disciplinano l’uso della tecnologia “eccessive”, e singoli insegnanti che pongono limiti alla tecnologia. “Questo ultimo è interessante”, ha detto Evans, perché “gli insegnanti additano nella responsabilità personale la principale preoccupazione “sull’uso della tecnologia da parte degli studenti.

A insegnanti e presidi sono state rivolte domande simili sugli ostacoli per l’ accesso pertinente alla tecnologia nell’ambiente di apprendimento. Di primaria importanza, secondo i dati raccolti, è stata la capacità della scuola di fornire infrastrutture adeguate. “I presidi, in particolare,” ha detto Evans, “ci hanno detto che, anche se potessero aspirare a utilizzare tutta questa tecnologia ricca di contenuti digitali, se l’infrastruttura non è in grado di sostenerla, è tutto inutile.”

Altri ostacoli individuati dagli insegnanti e dirigenti comprendono difficoltà di gestire vincoli di tempo della didattica, una marcata incapacità dell’insegnante di usare strumenti digitali e risorse, e la difficoltà a trovare risorse e soluzioni efficaci ma economiche.

Cose da tenere d’occhio
Tutto questo, ha detto Evans, contribuisce a “ciò che stiamo chiamando ‘un costante divario digitale’ tra studenti, genitori ed educatori”. Quello a cui ci stiamo davvero riferendo, ha detto, sono le differenti prospettive e le diverse priorità dei vari gruppi di interesse quando si tratta di mettere a disposizione agli studenti ricche risorse digitali.

“Eppure”, ha aggiunto, “ci sono alcune sinergie tra i vari gruppi.” Secondo Evans, tutti sembrano d’accordo sul valore di cose come i dispositivi tablet, i corsi online e i tutoring, gli strumenti digitali multimediali, i libri di testo on-line, l’accesso a banche dati e risorse video e una maggiore collaborazione attraverso il web. “Si tratta di tendenze importanti”, ha detto Evans, che avranno un impatto reale sul modo in cui queste tecnologie saranno implementate in futuro.

Altre tendenze che Evans e il suo team stanno continuando a osservare sono:

  • La disquisizione  in continua evoluzione su ciò che significa essere un “nativo digitale”;
  • L’uso di molteplici dispositivi elettronici per ogni studente (cellulari, tablet, computer portatili, palmari, dispositivi di gioco);
  • Come l’adattamento della tecnologia abbia iniziato a prevalere sull’adozione della stessa;
  • L’importanza della creazione di contenuti e di come il processo stia diventando più importante del prodotto finito;
  • Il passaggio verso l’ apprendimento in collegamento 24 ore su 24, sette giorni a settimana, 365 giorni all’anno;
  • Aumentare lo sviluppo di reti di risorse specialistiche;
  • L’attenzione ala pertinenza dei dati per il singolo alunno;
  • L’avvicinamento tra apprendimento formale e informale; e,
  • La spinta ad una maggiore produttività.

La reale importanza di questi dati, ha detto Evans, è nella sua capacità di portare gli insegnanti e i dirigenti a pensarla diversamente sull’impatto che la tecnologia ha sui loro allievi in ogni fase della loro educazione. “In realtà vedendo queste informazioni”, ha detto, riferendosi ai risultati dell’indagine Speak Up, ” la mente delle persone si apre a pensare ‘Forse le mie ipotesi non sono in linea con la situazione in cui gli studenti si trovano  davvero oggi.'” “E questo”, ha aggiunto, ” crea opportunità per un reale cambiamento “.

Maggiori informazioni sul Speak Up Survey e la sua metodologia si possono trovare sul sito del progetto Tomorrow .