24 aprile 2016

IL 25 APRILE CON ITALO CALVINO

Calvino

Ci piace celebrare questo 25 Aprile con due canzoni di Italo Calvino:

1) Dove vola l’avvoltoio, 2) Oltre il ponte

Italo Calvino fa il suo esordio come «cantautore» il primo maggio 1958. Al corteo della Cgil a Torino gli altoparlanti fanno risuonare la canzone Dove vola l’avvoltoio, scritta da Calvino e musicata da Sergio Liberovici. È una canzone contro la guerra.

Ma come è successo che Calvino, scrittore già di successo, sia diventato cantautore o meglio autore di testi di canzoni?
A Torino un gruppo di scrittori e musicisti che non ne potevano più delle canzonette che spopolavano a Sanremo, da loro definite «figlie di una musica gastronomica», avevano creato un gruppo che si chiamava «Cantacronache». Il loro slogan era: «Evadere dall’evasione». Erano giovani intellettuali che decisero di scrivere canzoni in cui la realtà con i suoi problemi fosse il nucleo centrale della composizione, con buona pace delle mamme piangenti, dei vecchi scarponi, delle casette in Canadà, dei papaveri e papere.
A Calvino, come a Franco Fortini, l’idea piacque e scrisse in brevissimo tempo una serie di canzoni: Dove vola l’avvoltoio, Canzone triste, Oltre il ponte, Il padrone del mondo, Sul verde fiume Po, Turin-la nuit. Canzoni di impegno politico, sociale, civile, che trattano di guerra, di pace, di Resistenza, di giustizia, di ingiustizia.

Ricordiamo che Dove vola l’avvoltoio ha ispirato i versi di un’altra bellissima canzone contro la guerra, La guerra di Piero, del più grande cantautore italiano, Fabrizio De André. Si confrontino questi versi:

  • Calvino, Dove vola l’avvoltoio, 1958: «Nella limpida corrente/ Ora scendon carpe e trote/ Non più i corpi dei soldati/ Che la fanno insanguinar»
  • De André, La guerra di Piero, 1964: «Lungo le sponde del mio torrente/ Voglio che scendano i lucci argentati/ Non più i cadaveri dei soldati/ Portati in braccio dalla corrente».

LE DUE CANZONI

Dove vola l’avvoltoio
Oltre il ponte

ITALO CALVINO

DOVE VOLA L’AVVOLTOIO OLTRE IL PONTE
Un giorno nel mondo finita fu l’ultima guerra,
il cupo cannone si tacque e più non sparò,
e privo del tristo suo cibo dall’arida terra,
un branco di neri avvoltoi si levò.

RITORNELLO
Dove vola l’avvoltoio?
avvoltoio vola via,
vola via dalla terra mia,
che è la terra dell’amor.

L’avvoltoio andò dal fiume
ed il fiume disse: “No,
avvoltoio vola via,
avvoltoio vola via.
Nella limpida corrente
ora scendon carpe e trote
non più i corpi dei soldati
che la fanno insanguinar”. 

RITORNELLO(….)

L’avvoltoio andò dal bosco
ed il bosco disse: “No
avvoltoio vola via,
avvoltoio vola via.
Tra le foglie in mezzo ai rami
passan sol raggi di sole,
gli scoiattoli e le rane
non più i colpi del fucil”. 

RITORNELLO(…)

L’avvoltoio andò dall’eco
e anche l’eco disse “No
avvoltoio vola via,
avvoltoio vola via.
Sono canti che io porto
sono i tonfi delle zappe,
girotondi e ninnenanne,
non più il rombo del cannon”. 

RITORNELLO(….)

L’avvoltoio andò ai tedeschi
e i tedeschi disse: “No
avvoltoio vola via,
avvoltoio vola via.
Non vogliam mangiar più fango,
odio e piombo nelle guerre,
pane e case in terra altrui
non vogliamo più rubar”. 

RITORNELLO(….)

L’avvoltoio andò alla madre
e la madre disse: “No
avvoltoio vola via,
avvoltoio vola via.
I miei figli li dò solo
a una bella fidanzata
che li porti nel suo letto
non li mando più a ammazzar”

RITORNELLO(….)

L’avvoltoio andò all’uranio
e l’uranio disse: “No,
avvoltoio vola via,
avvoltoio vola via.
La mia forza nucleare
farà andare sulla Luna,
non deflagrerà infuocata
distruggendo le città”. 

RITORNELLO(….)

Ma chi delle guerre quel giorno aveva il rimpianto
in un luogo deserto a complotto si radunò
e vide nel cielo arrivare girando quel branco
e scendere scendere finché qualcuno gridò:

RITORNELLO
Dove vola l’avvoltoio?
avvoltoio vola via,
vola via dalla testa mia…
ma il rapace li sbranò.

O ragazza dalle guance di pesca,
O ragazza dalle guance d’aurora,
Io spero che a narrarti riesca
La mia vita all’età che tu hai ora.
Coprifuoco: la truppa tedesca
La città dominava. Siam pronti.
Chi non vuole chinare la testa
Con noi prenda la strada dei monti.Silenziosi sugli aghi di pino,
Su spinosi ricci di castagna,
Una squadra nel buio mattino
Discendeva l’oscura montagna.
La speranza era nostra compagna
Ad assaltar caposaldi nemici
Conquistandoci l’armi in battaglia
Scalzi e laceri eppure felici.

RITORNELLO
Avevamo vent’anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l’altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent’anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l’amore.

Non è detto che fossimo santi,
L’eroismo non è sovrumano,
Corri, abbassati, dài, balza avanti,
Ogni passo che fai non è vano.
Vedevamo a portata di mano,
Dietro il tronco, il cespuglio, il canneto,
L’avvenire d’un mondo più umano
E più giusto, più libero e lieto.

RITORNELLO
Avevamo vent’anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l’altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent’anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l’amore.

Ormai tutti han famiglia, hanno figli,
Che non sanno la storia di ieri.
lo son solo e passeggio tra i tigli
Con te, cara, che allora non c’eri.
E vorrei che quei nostri pensieri,
Quelle nostre speranze d’allora,
Rivivessero in quel che tu speri,
O ragazza color dell’aurora.

RITORNELLO
Avevamo vent’anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l’altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent’anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l’amore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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