7 settembre 2011

Preselezione dei candidati per il concorso a dirigente scolastico: il parere di un autorevole giurista sul “pasticciaccio” dei quesiti

Le preoccupazioni dell’ADi

Concorso pubblicoImmediatamente dopo la pubblicazione dei 5750 quesiti per la preselezione al concorso per dirigente scolastico, l’ADi ha espresso serie preoccupazioni per la presenza di errori nelle risposte e  incongruenze nelle domande, con il rischio di ricorsi che avrebbero potuto compromettere il concorso.

L’ADi, in un’ottica di leale collaborazione con il MIUR, il 4 settembre u.s. ha inviato una lettera aperta al Ministro e al Capo Dipartimento, esprimendo la propria preoccupazione e chiedendo se ritenessero opportuno un tempestivo intervento per sanare tale situazione.

Il comunicato ufficiale del MIUR

In data 6 settembre è giunto il comunicato stampa  del MIUR sulla vicenda, che sotto riportiamo.

Roma, 6 settembre 2011

MiurScuola, Miur: Pochissimi e marginali refusi nelle domande del concorso per Dirigenti Scolastici

In merito alle segnalazioni pervenute fino ad oggi al Miur riguardo a refusi presenti nei quesiti del concorso per Dirigenti Scolastici, il Ministero precisa che tali imprecisioni riguardano pochissime domande e non avranno comunque alcuna conseguenza sulla prova d’esame.

La pubblicazione, un mese prima dello svolgimento delle prove, delle 5.750 domande dalle quali saranno estratte le 100 oggetto della prova, garantisce che questa estrazione avvenga all’interno di un set di domande ampiamente verificate. Tutti i quesiti che contengono refusi o formulazioni ambigue e che saranno segnalati in queste settimane infatti saranno esclusi dall’estrazione finale, in modo di garantire che le 100 domande siano estratte da una banca dati collaudata.

La procedura scelta, adottata ormai in tutti i principali concorsi pubblici, è a tutela e a garanzia della sicurezza dello svolgimento del concorso in tutte le sue fasi. L’estrazione delle 100 domande potrà avvenire il giorno stesso della prova d’esame, in tempo reale, assicurando in questo modo la massima trasparenza allo svolgimento del concorso. Fino a pochi istanti prima della prova non esisteranno infatti copie dei quesiti sorteggiati.

Il Miur, per il concorso, ha adottato le stesse modalità e procedure già sperimentate negli ultimi anni in occasione dell’ultimo concorso alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, al Consiglio di Stato, alla Presidenza del Consiglio e all’ISTAT. L’organizzazione delle procedure, infatti, è stata affidata anche in questo caso a FORMEZ. La procedura selettiva RIPAM del FORMEZ, validata dalla commissione interministeriale e recentemente analizzata positivamente anche dalla Università Bocconi di Milano, prevede la stampa e la consegna ai candidati del volume in carta riciclata contenente tutti i test della banca dati. Tale procedura è la più economica perché il costo della stampa (circa 2€ a volume) è nettamente inferiore al costo necessario alla produzione di un fascicolo di 20 pagine, imbustato, sigillato e consegnato in numero pari al numero dei candidati in ciascuna sede di esame.


Il parere di un autorevole giurista

Carlo MarzuoliSenza entrare per ora nel merito degli errori, delle incongruenze e delle inadeguatezze presenti nei quesiti, nonché della loro entità numerica, ci preme innanzitutto verificare se, nelle condizioni descritte dal MIUR, il concorso sia al riparo da rischi.

A questo fine abbiamo chiesto alcuni pareri al Prof. Carlo Marzuoli, Ordinario di Diritto Amministrativo alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Firenze.

Intervista

Prof. Marzuoli, innanzitutto grazie per aver acconsentito a rispondere ad alcuni quesiti che stanno assillando i candidati al concorso a dirigente scolastico. La prima domanda è la seguente. Il bando, emanato il 15  luglio 2011 all’art. 8   prevede che il Ministero proceda alla pubblicazione di una batteria di quesiti da cui saranno estrapolati i cento  della prova    preselettiva.   I materiali pubblicati dal Ministero in  applicazione di tale disposizione contengono da un  lata diverse  risposte manifestamente  errate e dall’altro domande la cui risposta non può essere considerata “oggettiva”, ma opinabile.   Ciò è stato segnalato dall’ADI e da altri. Le chiediamo: questi errori, manifesti o non manifesti,  possono avere rilevanza ai fini della validità della procedura concorsuale?

Sì.  Vi è il rischio di pregiudicare l’intera procedura e di determinare un diffuso contenzioso  dinanzi al giudice  amministrativo.

 
Il  Ministero, in  un Comunicato  del 6 settembre 2011, ha osservato che le “imprecisioni” sono “pochissime”, che “non avranno alcuna conseguenza sulla prova d’esame”; che “la pubblicazione, un mese prima dello svolgimento delle prove, delle 5.750 domande, dalle quali saranno estratte le 100 oggetto della prova, garantisce che questa estrazione avvenga all’interno di un set di domande ampiamente verificate. Tutti i quesiti che contengono refusi o formulazioni ambigue e che saranno segnalati in queste settimane infatti saranno esclusi dall’estrazione finale, in modo di garantire che le 100 domande siano estratte da una banca dati collaudata.”
Sono indicazioni rassicuranti?
Solo in parte.  Che gli errori siano pochi o molti  può non essere decisivo: un solo errore può essere sufficiente per compromettere la validità di una procedura, specie quando si tratta di procedimenti in  cui ogni candidato è in posizione di concorrenza nei confronti di tutti gli altri.
In particolare, nel caso in esame, gli errori (manifesti o non manifesti)  contenuti nei quesiti pubblicati vengono  in evidenza   perché la  pubblicazione dell’insieme dei quesiti predisposti per l’estrapolazione,  svolge, al di là di ogni altra possibile finalità,  una rilevante  funzione di orientamento  in ordine ai contenuti della prova, specie dove indica qual è la risposta giusta. Ciò  condiziona le  modalità di preparazione alla  prova e non  deve  perciò essere fuorviante. Insomma: non vi possono  essere errori.
E’ indispensabile  che il Ministero provveda, come del resto da volontà espressa nel citato Comunicato,  alla correzione dei quesiti che sono stati pubblicati.  Peraltro, conviene precisare che la responsabilità della correttezza dei quesiti  rimane completamente  in testa al Ministero
 

E’ sufficiente tutto questo per ridurre al minimo  i rischi di invalidità  della procedura?
No.  A tal fine occorre non solo che i  quesiti predisposti  siano oggettivamente corretti, ma che siano anche  previamente pubblicati nella versione corretta, affinché  i candidati abbiano  la possibilità di orientarsi nel modo appropriato.

Grazie Prof. Marzuoli. Vogliamo augurarci che il Ministero si comporti di conseguenza.

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