30 ottobre 2011

ConcorsoDS: Intervista a Rosario Drago

Impedire stravolgimenti ad opera dei ricorsi e sperequazioni ad opera delle Commissioni

La dea bandata

Tre caratteristiche rilevanti della preselezione

A. Cenerini: Si è conclusa la prova preselettiva del concorso a dirigente scolastico. Una prova iniziata male, come sappiamo, ma i cui esiti presentano tre caratteristiche che non vanno, a mio avviso, sottovalutate. La prima è che finora sono stati evitati clientelismi e favoritismi, cosa assolutamente apprezzabile in questo Paese. La seconda riguarda i tempi rapidi di correzione, aspetto altrettanto inusuale nei concorsi scolastici. Infine questa prova è riuscita ad operare una selezione notevole, sopperendo a una grave carenza del bando che non aveva fissato il rapporto aspiranti/posti. Quella mancanza aveva in teoria vanificato la funzione della preselezione, che invece i fatti hanno ampiamente garantito. Queste le prime considerazioni e mi piacerebbe conoscere il tuo parere sull’utilizzo di questa tipologia di prova preselettiva, realizzata attraverso test standardizzati scelti entro una batteria predefinita di quesiti.

Una novità storica nella scuola

R. Drago: La considero una novità storica nella scuola, che ha avuto peraltro effetti dirompenti su quello che chiamerei l’immaginario collettivo sui concorsi scolastici.

Al di là di tutte le vicissitudini di questo esame, che l’ADi ha ampiamente affrontato, ritengo che questo primo tentativo vada salutato con favore. Non dimentichiamo che la prova preselettiva è stata introdotta nella Pubblica Amministrazione fin dal 1993 con il D.lgs 29, e che era stata auspicata dal grande Massimo Severo Giannini fin dagli anni Settanta. La scuola ha aspettato il 2011 per attuarla. Sia la benvenuta.

La iattura dei ricorsi

A.Cenerini: Questo primo tentativo, dopo le traversie note, sta però incontrando altri intoppi. Sono partite centinaia di ricorsi. Si è ormai creato attorno a concorsi e graduatorie una sorta di mercato dei ricorsi, su cui proliferano varie lobby, che vanno metodicamente a cercare errori e contraddizioni dell’Amministrazione, e siccome il Ministero elargisce questa pastura ad abundantiam, si assiste ormai costantemente a stravolgimenti dei risultati per effetto di ricorsi, che peraltro hanno spesso esiti contraddittori. Qual è la tua opinione in proposito?

Due fenomeni alimentati dall’Amministrazione

R. Drago: Mi chiedo di cosa ti stupisci e perché ancora ti interroghi su questo fenomeno, che è da tempo immemorabile connaturato all’Amministrazione. Il Ministero è riuscito bene in due operazioni: 1) creare (per non avere mai voluto predisporre apposito materiale di orientamento) un ricco mercato di preparazione ai concorsi, su cui lucrano lobby che commercializzano libri pronti all’uso, saggi, manualetti, eserciziari, corsi e corsetti di tutti i tipi; 2) pasturare le lobby dei ricorsi. Si tratta di due tipi di lobby che non vivono di vita propria: è l’Amministrazione che se le alleva in seno e le nutre. Tutto questo provoca sfiducia e frustrazione in chi si impegna, altro che valorizzazione del merito!

Gli idonei costretti a cercare forme di autodifesa

A.Cenerini: Aggiungiamo che siamo giunti al punto in cui sono gli idonei che si vedono costretti a tutelarsi in prima persona. Nella stessa terra di Sicilia, in cui è cresciuta l’ultima grande associazione lobbistica dei ricorsi, e dove un deputato del PDL ha chiesto l’azzeramento della preselezione (sic!), si è costituito per disperazione il gruppo “Difendiamo gli idonei della preselezione”. Un gruppo che si sta facendo carico di raccogliere firme per “difendere gli idonei dagli attacchi di quanti puntano a far saltare il concorso e per garantire il diritto a proseguire il naturale percorso concorsuale, nel rispetto delle leggi e del bando.” A tanto si deve arrivare.

Una situazione surreale, ma assolutamente prevedibile

R. Drago: E’ tutto surreale: un Ministero che lascia nelle mani dei singoli la difesa del suo operato, perché in realtà non ne riconosce la paternità . Ci sono forti probabilità che capiti quello che è sempre accaduto:
i TAR accoglieranno i ricorsi contro la prova preselettiva (una riserva non si nega a nessuno);
– verrà organizzato un concorso riservato per gli esclusi;
– la prova, a questo punto “riservata”, farà passare alla successive prove un altro bel po’ di aspiranti;
– il concorso durerà almeno due anni, salvo “code” che possono essere anche più di una;
– i “vincitori” entreranno in una graduatoria che, a pettine, conterrà anche i riservisti.
– gli idonei saranno un numero tale che ci vorranno – al netto degli effetti del dimensionamento – un decennio per essere assorbiti (abbiamo ancora i siciliani da sistemare).
Devo aggiungere che questa volta il tutto assumerebbe il colore inquietante degli “ultimi giorni di Pompei”.

Necessità di scongiurare negli scritti le sperequazioni e disparità del passato

A.Cenerini: Noi ci auguriamo che una volta tanto i TAR non trovino cavilli per intervenire e gli idonei possano proseguire il loro percorso concorsuale in serenità. Ed è di quello che vorrei parlare.

Come ADi abbiamo fatto una serie di ragionevoli proposte sulla conduzione delle prove scritte (Appunti per una conduzione affidabile degli esami scritti), ma non sappiamo né se verranno accolte, né se il MIUR intenda dare alcune direttive affinchè le due prove scritte e quella orale non siano caratterizzate, come in passato, dal massimo della disparità e della sperequazione. Tu che sei un grande esperto in materia di funzionamento dell’Amministrazione, ritieni che sia non solo auspicabile, ma anche praticabile che il MIUR dia alcune indicazioni pubbliche alle Commissioni?

Il MIUR ha il dovere di dare indicazioni perché il bando è lacunoso

R. Drago: La prima cosa da rilevare sono le gravi carenze del bando. Il MIUR non ha fatto un bando, ha semplicemente ricopiato il D.P.R. 10 luglio 2008, n. 140Regolamento recante la disciplina per il reclutamento dei dirigenti Scolastici” (scarica il Pdf). Basterebbe un confronto con il Bando del 2004, per rendersi conto che mancano dei pezzi. Si è già detto che non è stato indicato il numero di candidati ammessi rispetto al numero di posti a concorso, ma non sono stati indicati nemmeno punti importanti che dovevano invece essere esplicitati, quali:

1) tempo concesso per le prove scritte. Il tempo va precisato e va correlato all’impostazione delle prove. Se si ha in mente il solito maledetto tema scolastico, verranno concesse le tradizionali assurde 6 ore, se si ha in mente qualcosa di snello, correggibile in tempi rapidi e con criteri obiettivi, il tempo va più che dimezzato

2) Prima prova scritta. Mancano:
a) l’articolazione del “programma” su cui sarà impostata la prova, vagamente denominata elaborato,
b) la natura dell’elaborato, per non ricadere ancora una volta nel solito tema. Si tratta di un saggio breve? Sarà fornita, come auspicabile, un’articolazione dell’argomento in domande, o cos’altro?
c) La lunghezza, che è questione dirimente, e che va indicata in righe o parole. Si ricordi che quanto più limitata è la lunghezza tanto più obiettive saranno le valutazioni.
d) I criteri di valutazione, che devono essere uniformi in tutte le regioni, come uniforme deve essere la struttura dell’elaborato. Per dirla in altre parole,occorre definire prove affidabili e valide che facilitino la correzione, l’applicazione di criteri trasparenti e, non ultimo, riescano a individuare non solo la correttezza della scrittura ma anche- per quanto possibile in mancanza di standard – le potenzialità direzionali del candidato;

3) Seconda prova scritta. Anche per questa prova (soluzione di un caso) mancano tutti gli elementi esplicitati sopra per la prima prova

4) Il divieto o meno di portare un manuale di leggi ecc.. Va dichiarato. Personalmente mi auguro che sia vietato,sia per la natura della prova, sia per l’uso “improprio” che finisce per essere fatto. Un manuale di norme può tutt’al più essere disponibile sul tavolo della commissione.

5) Prova orale. Mancano le indicazioni, che pur erano presenti nel bando del 2004, quali:
a) i tempi: il colloquio deve riservare al candidato non meno di 45’;
b) i criteri di valutazione: non solo la memoria, ma anche l’intelligenza, le capacità di ragionamento, l’apprendimento, l’attenzione, la capacità di analisi e di sintesi, la corretta comunicazione, ecc.

Le indicazioni del MIUR sono indispensabili non solo perché mancano nel bando, ma perché non si hanno commissioni di valutatori professionisti

A.Cenerini: Sono assolutamente d’accordo con te sul fatto che il MIUR indichi con una Nota di indirizzo o quant’altro ciò che non ha messo nel bando, tanto più che non ci troviamo in presenza di Commissioni costituite da valutatori esperti, ti pare?

Manca un “Albo degli esaminatori”

R. Drago: Ogni volta che c’è un concorso ci troviamo di fronte al problema delle Commissioni, che sono, il più delle volte, raccogliticce e senza alcuna esperienza specifica di valutazione del personale, mentre sarebbe necessario quantomeno un “Albo degli esaminatori”. Questo modo di gestire i concorsi aumenta il rischio di ricorsi perché i candidati – valutando i diversi comportamenti delle commissioni – si sentono trattati ingiustamente, vittime di imbrogli, pronti a cavalcare qualsiasi ricorso per avere giustizia. E ancora, i membri delle commissioni non sanno di norma nulla dei concorsi, perché l’amministrazione si è sempre rifiutata (e nessuno ne aveva interesse, tanto meno i politici, i sindacalisti e i “vincitori”) di fare una valutazione rigorosa del funzionamento delle commissioni, della qualità del loro lavoro, dei costi (quanto costo selezionare un preside?), del livello e del contenuto del contenzioso, degli episodi di corruzione, ecc. Questi ultimi da sempre diffusi e conosciutissimi nell’ambiente e considerati “fisiologici” dal solito cinico interessato. la conclusione è che la nostra amministrazione si comporta con qualsiasi concorso come fosse sempre la prima volta.

In conclusione c’è speranza?

A.Cenerini: Mi fai concludere l’intervista con qualche nota di speranza che induca gli idonei ad avere fiducia nella prospettiva di questo concorso, a studiare con serenità e rinnovato impegno? Fa uno sforzo, devono affrontare gli scritti a metà dicembre …

Ci vorrebbe una buona dose di coraggio da parte del MIUR per salvare questo concorso

R. Drago: Dobbiamo augurarci che il Ministero esprima una volta tanto una buona dose di coraggio per salvare questo concorso. Sarebbe sufficiente che emanasse velocemente una Nota che desse alle commissioni le indicazioni fondamentali di cui si è parlato finora.

E qualche opportuna rassicurazione …

E magari desse rassicurazioni sul fatto che non ci sono errori nei 100 quesiti della preselezione.

Grazie, Rosario, per le osservazioni sempre acute e pertinenti.

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